Convocazioni: non a caso Ruini ha scelto domenica

La scelta della data è significativa ed evidenzia come, a conti fatti, la vicenda che ha portato alla rinuncia, inevitabile seppure accettata a malincuore dal Papa, di recarsi alla Sapienza quest’oggi non sia per nulla ritenuta chiusa dalla leadership dalla Santa Sede, dal segretario di Stato Tarcisio Bertone innanzitutto, ma soprattutto dal vicario del Papa per la città di Roma, il cardinale Camillo Ruini.
Già, perché la scelta di Ruini di ieri di convocare «tutti i romani» domenica in piazza San Pietro in occasione della preghiera dell’Angelus per dimostrare la propria solidarietà al Papa «in questa circostanza che colpisce tanto dolorosamente tutta la nostra città», cade in un giorno particolare, in un giorno in cui piazza San Pietro avrebbe comunque dovuta essere parecchio affollata. In calendario, infatti, c’è la tradizionale giornata diocesana della scuola cattolica. Una giornata che, unita alla convocazione di Ruini di ieri, rischia di far diventare piazza San Pietro come una seconda piazza San Giovanni quando lo scorso 12 maggio andò in scena il Family Day: domenica in San Pietro, infatti, sono attese centinaia di migliaia di persone in rappresentanza dei principali movimenti ecclesiali e dell’associazionismo cattolico. E, insieme, anche tutte le cappellanie universitarie di Roma (e, pare, la maggior parte delle parrocchie) sono mobilitate. Particolarmente attivo anche il mondo politico, soprattutto del centrodestra, la cui presenza “rischia” di far diventare l’Angelus del Papa una vera e propria manifestazione politica.
La giornata annuale della scuola cattolica è stata da sempre vissuta con pathos dai cattolici romani in quanto occasione per dimostrare con forza, almeno davanti al Pontefice, che nel Paese c’è una fetta di popolazione per la quale la Chiesa è un’istituzione in grado di offrire un contributo fondamentale alla società italiana. E l’urlo «libertà-libertà», che è stato fatto risuonare forte ieri mattina all’interno dell’Aula Paolo VI dagli studenti di Comunione e Liberazione in occasione dell’udienza generale del mercoledì, con ogni probabilità risuonerà altrettanto forte domenica mattina in piazza San Pietro. Un urlo che venne pronunciato identico anche qualche anno fa, sempre in piazza San Pietro - erano i tempi del secondo governo Berlusconi -, in occasione di una giornata indetta da papa Wojtyla proprio in difesa della libertà di educazione.
La scelta di Ruini di scendere in piazza discende da un convincimento preciso dell’attuale vicario del Papa per la città di Roma, secondo il quale è meglio essere contestati piuttosto che risultare irrilevanti. È meglio, cioè, gridare con forza ciò che si è, piuttosto che relegarsi nel chiuso delle sagrestie.
Anche le parole pronunciate ieri mattina da Ruini e dedicate agli studenti che hanno in questi giorni contestato l’arrivo del Papa alla Sapienza, evidenziano questo convincimento: «Gli studenti mi hanno fatto veramente tristezza e sono fermi ad almeno 40 anni fa, come se vivessimo la stagione del ’68». Parole forti, ma ritenute necessarie per non dare l’idea di una Chiesa che ha paura, che arretra di fronte all’immensa sfida di dire ciò che si è sempre e comunque.
Ieri, intanto, il discorso che il Papa avrebbe dovuto pronunciare alla Sapienza è stato pubblicato dall’Osservatore Romano nell’edizione disponibile ieri sera nell’edicola fuori il portone di Bronzo a ridosso di piazza San Pietro. Un discorso intenso in cui il Pontefice - citando il filosofo politico John Rawls - difende la ragionevolezza della fede, una fede che non deve essere imposta a nessuno, in quanto donata in libertà.
Se domenica i cattolici, oltre che piazza San Piero, riusciranno a riempire anche via della Conciliazione, l’impatto sul mondo politico sarà notevole. Romano Prodi nella giornata di ieri ha cercato in tutti i modi di ricucire lo strappo con il Vaticano. I contatti con la segreteria di Stato pare siano stati intensi. Molto, comunque, ha giovato il messaggio distensivo e carico di affetto invitato da Giorgio Napolitano al Papa. Ma non si esclude che Prodi abbia in mente, per ricucire ulteriormente le posizioni, di mettere in campo un’azione simbolicamente più forte.
Più defilato, invece, si segnala Walter Veltroni. A conti fatti, per lui, la possibilità di tenere un discorso davanti al Papa quest’oggi alla Sapienza, sarebbe stata senz’altro un’occasione enorme per riproporsi davanti a Benedetto XVI in condizioni più favorevoli di quanto non fossero state quelle dello scorso giovedì, il giorno dell’udienza in Vaticano assieme agli amministratori del Lazio. Il motivo della sua presenza in università pare non fosse stato del tutto capito dalle autorità del Vaticano, ma l’annullamento della visita del Papa ha fatto decadere ogni possibile ulteriore polemica.

Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • E-mail this story to a friend!
  • Print this article!
  • Technorati
  • OKNotizie
  • Wikio IT
  • Segnalo
  • Diggita
  • ZicZac
  • Fai.Info
  • Kipapa
  • Reddit
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Facebook
  • NotizieFlash
  • Google
  • YahooMyWeb

Lascia un commento

XHTML: Questi tags sono abilitati: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>