Sul Motu Proprio il solito fastidioso (e voluto) equivoco

Non so se avete letto il singolare articolo apparso oggi (sabato 22 settembre) sul Corriere a firma Alberto Melloni dal titolo “Ma il Motu Proprio resta a bagno maria”.
Io l’ho letto e, con dispiacere, ho dovuto rilevare il solito voluto equivoco: il Motu Proprio, secondo Melloni, farebbe contenti soltanto i tradizionalisti (Melloni parla di «entusiasmo tradizionalista»).
Ma andiamo con ordine: lasciando stare la follia sostenuta da Melloni secondo il quale il fatto che gli Acta Apostolicae Sedis non abbiano ancora pubblicato il Motu Proprio (è uscito solo su vatican.va) significherebbe che il Vaticano intenda congelarlo (tenerlo a bagno maria) perché come hanno sostenuto anche Carlo Ossola, Carlo Maria Martini e Manlio Sodi crea più problemi di quanti non ne risolva, la cosa veramente inspiegabile è quel voler continuare a sostenere che il Motu Proprio è un regalo fatto ai tradizionalisti.
Come può essere un regalo ai tradizionalisti la liberalizzazione di un messale mai abolito?
Come può contentare solo dei tradizionalisti un messale che appartiene alla storia di tutta la Chiesa?

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