Papa: mare o montagna?
27 luglio 2007 -
Scrive sul suo blog il collega del Riformista Fabrizio d’Esposito(http://uqbar.ilcannocchiale.it/): «In questo momento nella stanza del Trio Paladoro (così chiamiamo la stanza nella quale lavoriamo, ndr) c’è un’accesa discussione sul tema: “Perché il papa non va al mare?”. Secondo me e Tommaso (Tommaso Labate, altro esimio collega, ndr), infatti, la scelta dei pontefici, buon ultimo Benedetto XVI, di andare solo in montagna rappresenta una grave discriminazione nei confronti della comunità marine, senza contare che in Italia ci sono ottomila chilometri di coste. L’esimio vaticanista Paolo Rodari sostiene invece che è giusto così. Perché la montagna è il silenzio. Perché la vacanza del papa deve ricordare i ritiri spirituali di Gesù. Perché un papa al mare perderebbe di credibilità. Certo, uno non pretende di vedere Ratzinger in canottiera, zoccoli e asciugamano sulla spalla oppure steso sul lettino di uno stabilimento. E nemmeno su uno yacht tipo Lele Mora. Solo un tuffetto. Un tuffetto ogni tanto in memoria di Pietro il pescatore, primo papa. Per affermare che la Chiesa è montagna. Ma anche mare».
Io ho commentato così: «Caro Fabrizio, non ho detto però che la vacanza in montagna DEVE ricordare i ritiri di Gesù. Ma ho detto che come Gesù si ritirava in silenzio e in solitudine a pregare il Padre, così credo sia quello stesso silenzio che il papa cerchi andando in montagna. Al mare, quel silenzio, sarebbe impossibile da trovare, almeno in estate».
E voi, palazzi apostolici, cosa ne pensate?
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secondo me il papa dovrebbe andare al mare perchè il mare è più punk