Su Enzo Bianchi e monsignor Brandolini

A leggere Repubblica quest’oggi c’è da ridere parecchio.
Il giorno dopo la pubblicazione del Motu Proprio papale col quale si liberalizza il Messale di San Pio V rivisto da papa Giovanni XXIII nel 1962, ecco Enzo Bianchi e monsignor Brandolini (primate di Bose il primo, vescovo di Sora-Aquino Pontecorso e responsabile della liturgia della Cei!!!il secondo) che si prodigano a dire che loro stimano Ratzinger e gli vogliono pure un gran bene.
Però, c’è un però.
Però, nonostante il papa abbia detto che il Motu Proprio serva a unire la Chiesa, per loro il giorno dopo la liberalizzazione dell’antico Messale è “un giorno di lutto” (Brandolini) perché il rischio che il soggettivismo – un Chiesa fai da te in cui ognuno celebra come vuole – avanzi è reale (Bianchi), etc etc…
Io, sia chiaro, non sono un ultrà-tradizionalista-conservatore-lefebvriano (tanto per usare il tono caro a Enzo Bianchi quando parla di coloro che amano l’antico rito), ma ritengo semplicemente che consentire senza restrizioni a chi lo desidera la possibilità di celebrare la liturgia antica (per altro MAI abolita) in quanto essa corrisponde alla sensibilità di molti (o alcuni, il numero non è importante) cattolici, non sia necessariamente una crociata contro coloro che hanno un’altra sensibiltà, non sia necessariamente una decisione recepita dai cosidetti “tradizionalisti” come una rivincita contro gli infedeli della lettura intramondana del Vaticano II (può anche essere che in alcune persone sia così, ma anche tra gli “infedeli” che leggono il Vaticano II in modo ultramondano ce ne sono di alcuni parecchio intolleranti verso i “tradizionalisti”) ma sia più semplicemente la giusta risposta data a coloro che non capivano come mai una liturgia in vigore da secoli di colpo dovesse essere affossata.
E’ così difficile da capire?
E poi, chi divide maggiormente la Chiesa: chi è contento di poter celebrare con l’antico rito o chi dice di essere vicino al papa e di “volergli bene” ma nello stesso tempo sostiene di non approvare, sulla base di dubbi di fatto ancora non verificatisi, quanto egli decide?


SEGNALA...