Ratzinger rinvia la riforma dei media

Ancora qualche colpo di assestamento alla curia romana papa Benedetto XVI dovrebbe darlo nei prossimi giorni, prima della partenza per le vacanze estive in quel di Lorenzago di Cadore (il paese natale di papa Luciani dove Giovanni Paolo II soggiornò per sei volte durante il suo pontificato), in provincia di Belluno e diocesi di Belluno-Feltre, ospite di una casa della diocesi di Treviso. Una vacanza dedicata al riposo e alla meditazione e, si dice, alla stesura della seconda parte del libro su Gesù di Nazaret dedicata alla sua infanzia.

I media non cambiano assetto.
Qualche colpo di assestamento, dunque, come l’ultimo, di ieri, che ha visto la nomina del nuovo presidente delle comunicazioni sociali al posto dell’uscente John Patrick Foley. Si tratta di Claudio Maria Celli, finora segretario dell’amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica. Una nomina che non dovrebbe cambiare il quadro dei media vaticani. Il “ministero” delle comunicazioni sociali, infatti, continuerà a svolgere una funzione secondaria nel panorama dei media d’oltre Tevere. Pare che non sia con Celli, insomma, che Benedetto XVI darò corpo a quella riforma generalizzata dei media vaticani (Radio Vaticana, Centro Televisivo Vaticano, sito web, Osservatore Romano) da più parti auspicata e che prevede che sia proprio il “ministero” delle Comunicazioni sociali a svolgere una funzione di raccordo e di direzione di tutti i media.

L’Osservatore cambia a settembre.
Qualche riga a parte, nel panorama dei media d’oltre Tevere, merita Osservatore Romano. Da tempo si parla (ma la cosa dovrebbe avvenire soltanto a settembre) dell’arrivo dello storico ed esperto di patrologia Gian Maria Vian alla direzione del giornale ufficioso della Santa Sede che l’altrettanto storico della Chiesa, Mario Agnes, dirige dal lontano 1982. Era, appunto, il primo settembre 1982 quando Agnes veniva nominato da Wojtyla alla guida dell’Osservatore. Il primo settembre 2007 sarà il suo venticinquesimo anno nella sede di via del Pellegrino, dentro le mura leonine.

La prefazione del Motu Proprio sul messale di San Pio V.
L’altro ieri Ratzinger ha comunicato l’abolizione della regola (tramite Motu Proprio) della maggioranza assoluta per eleggere il pontefice in caso di tredici giorni di votazioni infruttuose. Ma un altro Motu Proprio è atteso a brevissimo. Riguarda la liberalizzazione del messale di San Pio V, quello della messa “in latino spalle al popolo”. Pare che il testo sia definitivamente pronto e che, in queste ore, si stia alacremente lavorando alla traduzione di una prefazione con la quale lo stesso pontefice intende spiegare ai vescovi il perché di una decisione che soprattutto una parte dell’episcopato francese, preoccupata dal proliferare delle comunità tradizionaliste d’oltralpe, aveva provato a bloccare.

Pronta anche la lettera ai cinesi.
È pronta anche la lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi. Con essa - ha detto ieri Bertone - il papa esprime «una volontà di dialogo verso il grande continente cinese, il continente del futuro dell’umanità, ma anche della Chiesa cattolica».

Bagnasco cardinale.
Benedetto XVI consegnerà dopo domani, solennità degli apostoli Pietro e Paolo, il pallio all’arcivescovo di Genova e presidente della Cei Angelo Bagnasco e ad altri 50 arcivescovi. Molti di questi, Bagnasco compreso, tra qualche mese (tra l’autunno e l’inverno) potrebbero ricevere, nel secondo concistoro dell’era Ratzinger, la berretta cardinalizia e in futuro partecipare al conclave.

Le parole sulle cellule staminali continuano la battaglia sui princípi non negoziabli.
Ieri, nell’udienza generale, il papa ne ha approfittato (rivolgendosi ai partecipanti al Convegno internazionale sulle cellule staminali adulte organizzato dell’Università La Sapienza) per tornare a ribadire la posizione della Chiesa in merito ai princípi non negoziabili con particolare riferimento alla ricerca sulle cellule staminali. Una posizione suffragata «dalla ragione e dalla scienza». La ricerca sulle cellule staminali - ha detto - «va giustamente incoraggiata e promossa, sempre che non avvenga a scapito di altri esseri umani la cui dignità è intangibile fin dai primi stadi dell’esistenza».

Veltroni e Mamma Rosa.
Ieri, nel giorno in cui Veltroni si è candidato segretario del Partito democratico, Silvio Berlusconi ha incontrato il papa a conclusione dell’udienza generale. Il leader dell’opposizione accompagnava la madre, la signora Rosa. L’incontro si è svolto in una saletta al riparo da sguardi indiscreti. Oltre il Tevere si segue con attenzione l’evolversi della situazione politica del paese. Ad oggi, la linea ruiniana della “distribuzione” dei politici cattolici in più partiti continua ad essere quella ritenuta migliore perché in ogni situazione e assetto politico si abbiano interlocutori affidabili con cui dialogare.

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