Il papa difende la nota della Cei sui Dico. E “il partito dei cattolici” critica Firenze

«Hanno parlato tutti di politiche per la lotta alla povertà ma non di politiche familiari, che mi sembrava dovesse essere l’oggetto di questa conferenza. Domani metteremo sul piatto le nostre richieste e speriamo che qualcuno ci ascolti».
Non è positivo il giudizio che Giuseppe Barbaro, vice presidente del Forum della associazioni familiari, dà al Riformista sulla prima giornata della tre giorni di conferenza sulla famiglia indetta da Rosy Bindi a Firenze che ha visto ieri in serata un confronto tra il mondo dell’ associazionismo e il governo, presente, dopo le defezioni annunciate nei giorni scorsi, con i ministri Amato, Damiano, Di Pietro, Fioroni, Melandri, Padoa Schioppa, Pollastrini, Turco e Visco.
«È stato un teatrino dal quale - ha detto Barbaro - non abbiamo avuto alcuna risposta. È inutile che il ministro dell’Economia ci parli della riduzione del debito come possibile politica pro famiglia. Sono parole che non vanno nella direzione che noi abbiamo auspicato».
Insomma, se c’è un’annotazione da fare dopo il primo giorno è che il “partito dei cattolici” - quello per intenderci che ha ispirato il Family Day del 12 maggio - ne esce piuttosto deluso.
E a poco è servito il tentativo della Bindi di “interpretare” le parole di Padoa Schioppa: «È venuto e ha detto che i soldi ci sono - ha detto il ministro Bindi parlando di Tps -. Poi, è vero, che ha aggiunto che secondo lui il modo migliore per dare i soldi alle famiglie è ridurre il debito».
E sì che non era iniziata male. In mattinata, alle parole di Giorgio Napolitano, Benedetto XVI aveva “risposto” a distanza parlando ai vescovi riuniti in Vaticano per l’assemblea generale e aveva sottolineato come ogni iniziativa dello Stato in suo favore - implicito riferimento a Firenze - fosse «apprezzata e incoraggiata».
Dopo gli ultimi due mesi parecchio “caldi” a causa dell’uscita della Nota dei vescovi sulla legalizzazione delle coppie di fatto, della discesa in piazza dei cattolici contro i Dico e pro famiglia, delle scritte sui muri di diverse città italiane contro il presidente della Cei, il papa aveva voluto ribadire come la Chiesa si preoccupa «del bene comune d’Italia» nel pieno «rispetto della distinzione tra Chiesa e politica, tra ciò che appartiene a Cesare e ciò che appartiene a Dio».
Nello stesso tempo, Ratzinger ha fatto capire come l’azione portata avanti negli ultimi mesi dai vescovi e dal Forum sia stata di suo gradimento: la Nota della conferenza episcopale italiana che detta le linee della Chiesa circa la legalizzazione delle coppie di fatto è pienamente condivisa dalla Santa Sede e il Family Day è stato una «straordinaria festa di popolo» cha ha contribuito a comprendere come la famiglia sia «profondamente radicata» nella società italiana.
Come il papa, anche i vescovi guardavano ieri con interesse - e guarderanno nei prossimi giorni - ai lavori di Firenze.
Certo, in attesa di qualche risposta alle questioni che stanno loro a cuore e di quanto sabato dirà il presidente del consiglio dei ministri Romano Prodi.
Ma torniamo alla relazione di Rosy Bindi. Le sue parole erano state apprezzata nel mondo cattolico soprattutto perché sul passaggio relativo alle persone conviventi non è stato ravvisato «un arroccamento sugli strumenti», e poi perché il quoziente familiare (e cioè un trattamento fiscale più favorevole) non era stato escluso aprioristicamente.
Qualche perplessità le avevano destate soltanto le parole “strappa applauso” sugli asili nido, quando la ministra Bindi aveva spiegato che certo nessuno chiederebbe di chi (di quale tipo di coppie) siano figli i bambini che devono essere ammessi al nido. E ancora, altre perplessità avevano suscitato le parole di Amanda Sandrelli.
L’attrice, in apertura di conferenza, aveva sì letto il “Cantico dei Cantici” ma, insieme, aveva voluto spiegare come, nonostante i suoi genitori non si siano mai sposati, «siamo una famiglia».
Poi è arrivato il confronto con il governo e non tutto, come detto, è andato via liscio.
Le risposte che il “partito dei cattolici” si attende da Firenze infatti sono concrete. Potrebbe anche parlarne quest’oggi Bagnasco nella conferenza stampa finale dell’assemblea dei vescovi in Vaticano.

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