Passeggiando prima della conferenza stampa post assemblea generale della Cei
Mag 22, 2007 Pensieri sparsi
Qualche digressione, in una giornata calda e per me parecchio dura.
Oggi sono stato in Vaticano (nel corridio adiacente l’Aula Paolo VI, sotto l’Aula del Sinodo) alla conferenza stampa dell’assemblea generale dei vescovi italiani tenuta da Betori.
Prima dell’inizio i vescovi, tutti col “clergyman” e la croce pettorale - non ho visto nessuno in talare -, sono passati nell’atrio per andare, credo, a mangiare.
C’era Sepe che si è fermato a parlare con qualche giornalista.
Bagnasco pure, sorridente con tutti e per nulla intimorito da taccuini e microfoni (figurarsi che ci ho potuto parlare un minuto pure io, fuori dall’aula Paolo VI, sotto il sole caldo).
C’era Scola che è andato dritto verso il casellario di posta appositamente costruito per l’occasione per le lettere e le comunicazioni dei vescovi. Incamminandosi, ha preso sotto braccio Paglia. Sorridevano entrambi.
C’era Betori che prima di andare verso il luogo adibito per la conferenza stampa, ha salutato parecchi giornalisti. Molti credo li conosca personalmente.
Ancora, c’erano parecchi vescovi che si soffermavano davanti al banchetto dei libri, la maggior parte di Ratzinger, altri di Ruini e molti i testi ufficiali della libreria editrice vaticana.
Mi sembrava un clima molto disteso e sereno. Come distese e serene sono state le risposte date da Betori in conferenza stampa.
Ora che sono tornato al giornale, leggo le agenzie e non tutte fanno trasparire questo clima. È normale che sia così. Ma a volte “andare sul campo” permette a chi fa il mio lavoro di avere uno sguardo più lucido e obiettivo delle cose.
A proposito, uscendo dopo la conferenza stampa ho visto un vescovo che si allontanava in scooter. Ma forse era un semplice monsignore. Con sto fatto che hanno tutti il “clergyman” è più difficile riconoscerli.




















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