Se al Family Day fanno Oh con Povia
Apr 26, 2007 il Riformista
Deputati e senatori relegati in un “recinto” sotto il palco (cioè in un settore loro interamente dedicato) per evitare interferenze inattese con lo svolgersi dell’evento che, a detta degli organizzatori, tutto vuol essere tranne che un spot politico.
Paola Rivetta (la giornalista del Tg5 che la sera in cui papa Wojtyla morì pianse in diretta tv mentre leggeva l’ultimo bollettino medico di Navarro Valls) e Alessandro Zaccuri (giornalista “come si deve” vista la duplice collaborazione con il quotidiano dei vescovi Avvenire e la tv, anch’essa dei vescovi, Sat2000) incaricati di condurre lo show.
Due cantanti d’eccezione - almeno così sosteneva l’altro ieri un’autorevole agenzia - a tenere allegri grandi e piccini.
Per i primi Antonella Ruggiero, l’ex voce dei Matia Bazar ed eterna seconda al Festival di Sanremo; per i secondi Giuseppe Povia prima maniera, quello, per intenderci, de «i bambini fanno oh», poi vincitore di una tra le edizioni sanremesi meno apprezzate dalla critica con “Vorrei avere il becco”.
Poi una compagnia che intrattiene gli astanti ballando la breakdance - proprio così, la danza acrobatica nata alla fine degli anni ’60 tra i giovani afroamericani del South Bronx - e un’altra proveniente da tutt’altra cultura e tradizione, direttamente da Dublino, per intonare canti tipici della cattolica Irlanda.
Quindi una sorpresona che non ha un nome né un cognome definito ma che sarebbe destinata, se andrà in porto l’ingaggio del misterioso personaggio, a far parlare di sé per giorni e giorni.
Infine, last but not least, i vescovi: quelli che per volere delle gerarchie della Cei non saranno presenti fisicamente ma soltanto col cuore (la maggior parte), quelli che pur non essendo presenti hanno deciso di sottolineare l’importanza dell’evento annullando ogni altra attività prevista in diocesi per quel giorno (si segnala tra questi il patriarca di Venezia), e quelli che hanno qualche pena a pubblicizzare l’evento se è vero (come è vero) che sul settimanale on line della diocesi di Milano (www.incrocinews.it) fino a tre giorni fa dell’iniziativa non si faceva alcun cenno.
Poi - pare - qualcuno abbia fatto notare la cosa e l’avviso ha fatto la sua comparsa, accompagnato con un esplicito “segnaliamo”.
Di cosa stiamo parlando? Del Family Day - ovviamente - o meglio, del Più Famiglia, la kermesse cattolica («laica e di popolo», dicono gli organizzatori) in scena il 12 maggio in piazza San Giovanni a Roma.
Manifestazione pro famiglia, mica anti Dico. Davvero non anti Dico? Giusto l’altro ieri uno dei due testimonial dell’evento - Savino Pezzotta - ha spiegato all’agenzia dei vescovi italiani, il Sir, come «la manifestazione dice no ai Dico e a ogni forma di simil-matrimonio e sì alla centralità della famiglia e a una legislazione organica che la promuova».
Quindi «l’adesione - ha detto ancora Pezzotta - implica l’accettazione del manifesto Più famiglia e dei principi che esso veicola, e si deve trasformare in una concreta azione politica coerente con quei principi».
Per tornare al programma dell’evento, Povia, se sarà confermata la sua presenza, intratterrà i più piccoli.
I quali - si dice - negli asili italiani insieme alle loro maestre non cantano più «Ci son due coccodrilli» o «Nella vecchia fattoria».
Ma, a squarciagola: «Quando i bambini fanno oh, c’è un topolino… E mi vergogno un po’…».
Ma non si vergogna per nulla, Povia, di essere al Family Day anche perché, a conti fatti, il suo tour in partenza questo sabato difficilmente raggiungerà un pubblico delle dimensioni di quello del 12 maggio.
Al concerto del primo maggio, invece, il suo nome non compare nella lista degli invitati e allora tanto meglio avere la scena tutta per sé, nella prima vera e propria Woodstock cattolica “de’ noantri”.
Oltre ai bambini, dunque, gli adulti, i vescovi che ci saranno col cuore ma rimarranno fisicamente in diocesi, poi i politici nel loro “recinto” e la piazza lasciata al popolo dei movimenti e delle associazioni cattoliche.
Tra queste, il Rinnovamento nello Spirito - milioni di fedeli in tutto il mondo - che giusto ieri ha fatto sapere che si sta preparando al Family Day con un convegno a Rimini intitolato “E io beneDico la famiglia”. Così, tanto per giocare sul significato autentico dell’evento: pro famiglia oppure anti Dico, dipende dai punti di vista.




















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