Ratzinger nella Lombardia “dissidente” di Martini e Tettamanzi

Benedetto XVI, quest’oggi, inizia una visita lampo nelle diocesi di Vigevano e Pavia.
Due giorni (domani è previsto il ritorno a Roma) per rendere omaggio a sant’Agostino, i cui resti sono conservati da più di 1200 anni nella basilica pavese di San Pietro in Ciel d’Oro.
Due giorni per incontrare i fedeli di due diocesi di una regione, la Lombardia, per tradizione feconda di vocazioni sacerdotali.
Per tradizione appunto, ma non così oggi: i seminari delle sue roccaforti (Milano ma anche Bergamo, Brescia e Como) sono da almeno quindici anni, per numero di seminaristi, al minimo storico.
Per quanto riguarda Milano, non se ne può fare una colpa al cardinale Carlo Maria Martini né al suo successore Dionigi Tettamanzi e neppure alla linea ecclesiale che entrambi hanno provato a perseguire.
Una linea che – con l’avvallo di quella parte del mondo cattolico militante oggi soprattutto nelle file del centro sinistra – ritiene che sia il tempo di una Chiesa più votata al dialogo sempre e comunque e magari disposta anche a fare compromessi con le istanze del mondo cosiddetto laico.
Una Chiesa che, recentemente e ancora per voce dello stesso Martini, ha avuto toni diversi da quelli usati dal papa: con un articolo apparso un anno fa su L’Espresso e un’altro lo scorso gennaio sul Sole, l’ex arcivescovo di Milano disse la sua su fecondazione artificiale, embrioni, aborto, eutanasia e anche sull’eventuale legalizzazione delle coppie di fatto spiegando come, su questi temi, alla Chiesa non servano i divieti e i no, soprattutto se prematuri.
Sul calo delle vocazioni Tettamanzi e Martini non hanno probabilmente alcuna colpa.
Ma quello che con la visita a Pavia e Vigevano il papa vuole sottolineare è innanzitutto la necessità che la Chiesa lombarda torni a fondarsi sugli insegnamenti dei suoi padri, Ambrogio e Carlo innanzitutto, e in particolare su l’ecclesiologia di comunione che fu propria di Agostino.
Una impostazione cui Ratzinger è particolarmente legato, avendola approfondita per la tesi di dottorato del 1953 e, avendola divulgata soprattutto sulle colonne della rivista Communio fondata nel 1972 insieme con Hans Urs von Balthasar e Henri de Lubac.
È un ecclesiologia sottesa all’enciclica Mysticis Corporis di Pio XII, che ha ispirato la riflessione della Lumen Gentium del Vaticano II e che insiste senza paura sul legame indissolubile, tutto agostiniano, esistente tra veritas, caritas e pax.
La carità, insomma, non può essere disgiunta dalla comunicazione della verità.
Riuscirà la Chiesa lombarda a tornare agli antichi splendori?
Si vedrà.
Intanto la Vigevano del vescovo Claudio Baggini e la Pavia del vescovo prediletto del cardinal Martini, Giovanni Giudici, si godono – grazie ad Agostino – l’arrivo del pontefice.
E soprattutto domenica pomeriggio, nella basilica che custodisce i resti di Agostino, un incontro a porte chiuse con il clero locale potrà permettere al papa, a braccio, di dire la sua sul santo d’Ippona, modello da seguire.

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Un solo commento al post: “Ratzinger nella Lombardia “dissidente” di Martini e Tettamanzi”

  1. matteo ha scritto:

    “Ratzinger nella Lombardia “dissidente” di Martini e Tettamanzi”.

    Solo per questo titolo pregno di malafede e cattiveria mal celata (e tralascio volutamente il resto dell’articolo) vi dovreste vergognare. Ma non di fronte a me che sono un nulla o la società che è altrettanto, ma davanti agli occhi di Dio. “Perdona Signore coloro che non sanno quello che fanno”.

    Uniti in Gesù, vi saluto. Matteo.


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