La verità su Pio XII è “consultabile” da tutti. Ma c’è chi fa finta di niente

Non ho scritto, sul quotidiano di oggi, in merito alla decisione del nunzio apostolico a Gerusalemme, monsignor Antonio Franco, di non partecipare alle cerimonie del «Giorno della Rimembranza» per i martiri e gli eroi dell’Olocausto, che si terranno presso lo Yad Vashem il 15 aprile, in segno di protesta per la presenza di un foto di Pio XII nel museo, con la didascalia che riferisce del comportamento “ambiguo” del pontefice di fronte allo sterminio degli ebrei.
Non ho scritto ma se lo avessi fatto avrei detto che mi sembrano piuttosto pretestuose le giustificazioni ebraiche quando dicono che non tolgono la didascalia della foto fino a quando il Vaticano non aprirà loro gli archivi segreti su Pio XII.
Mi sembra pretestuosa perché innazitutto prima di accusare un pontefice bisogna avere le prove.
In secondo luogo il Vaticano ha reso per tutti disponibili gli “Actes et documents du Saint Siège relatives à la seconde Guerre Mondiale” in cui, in 12 volumi, sono raccolti tutti i documenti di archivio della Santa Sede durante la seconda guerra mondiale e quindi durante il pontificato di Eugenio Pacelli, iniziato nel 1939 e finito nel 1958.
Dodici volumi che nessuno si degna di studiare, sopratutto nessuno del museo di cui sopra.

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