Bertone nel sancta sanctorum della finanza
19 marzo 2007 -
Da quando lo scorso settembre il cardinale Tarcisio Bertone ha sostituito il cardinale Angelo Sodano alla guida della segreteria di Stato vaticana, è divenuto il porporato con maggiore potere all’interno della Santa Sede.
Da lui passano le faccende che riguardano gli affari interni e esterni del Vaticano, i rapporti diplomatici con le istituzioni italiane e con i governi dei paesi di tutto il mondo.
E come ogni segretario di Stato vaticano che si rispetti, a lui tocca fare i conti, conoscere e “tessere trame” con il mondo della finanza e dell’imprenditoria italiane e quindi con la città di Milano che di quel mondo ne è la principale interprete.
E così, domani sera, all’interno della foresteria milanese Ca’ de Sass, ovvero il “sancta sanctorum” della Cariplo, oggi di Intesa-Sanpaolo – lo scorso sabato un breve articolo del Sole ha annotato la cosa -, a consumarsi sarà proprio il debutto del cardinale segretario di Stato nella capitale finanziaria italiana.
Ad attendere Bertone, ci saranno Giovanni Bazoli, Giuseppe Guzzetti, Roberto Mazzotta, Tancredi Bianchi, Lorenzo Ornaghi e Alberto Quadrio Curzio. Tra gli invitati anche Ferruccio De Bortoli, Francesco Cesarini, Paolo Mieli e altri e imprenditori e banchieri di spicco della città meneghina.
Insieme a Bertone, voleranno a Milano da Roma il presidente dello Ior, Angelo Caloia – pare che a dispetto delle tante voci che lo vogliono vicino alla pensione sia destinato a rimanere al suo posto ancora per qualche tempo -, il cardinale Attilio Nicora, prelato varesino e presidente dell’amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.
Bertone, negli anni in cui è stato arcivescovo di Vercelli, vice di Ratzinger alla congregazione per la dottrina della fede e poi arcivescovo di Genova, non ha avuto contatti particolari col mondo dell’economia e della finanza, eccettuata una personale amicizia – a tutt’oggi ancora ben salda – con Cesare Geronzi.
Se il cardinale Angelo Sodano era più propenso a tessere amicizie a 360º col mondo economico e finanziario, Bertone deve ancora farsi le ossa ma, in questo senso, la “prima” milanese potrebbe giovargli.
Egli non è uno sprovveduto ed è cosciente che amministrare la Chiesa significa anche saper usare i soldi nel modo giusto e, insieme, avere a che fare con chi coi soldi lavora abitualmente.
Bertone esporrà all’uditorio le linee fondanti del nuovo pontificato di Benedetto XVI e – è ovvio – offrirà qualche spunto circa il suo pensiero in campo economico.
A seguire, l’uditorio – pare che nessuno si aspetti dal porporato parole scontate e di circostanza – potrà fare domande e chiedere chiarimenti intorno, ad esempio, al ruolo della finanza cattolica oggi.
Il pensiero economico di Bertone è tributario di quanto la Chiesa sostiene all’interno della sua dottrina sociale: tra capitalismo liberista e collettivismo marxista, esiste un’altra strada che è quella che al suo centro ha la tutela della persona e il raggiungimento del bene comune senza sopraffare gli individui.
Una tesi esposta da Bertone anche il 10 giugno dello scorso anno quando ha parlato di bellezza e gratuità ai rampolli dell’imprenditoria italiana riuniti a santa Margherita Ligure. Bertone indicò allora una via etica dell’economia, una via capace di mettere al centro l’uomo, rifiutando sia economie assistenzialistiche che economie liberiste o neoliberiste. Il tutto per costruire vere politiche sociali che ruotino intorno al capitalismo “’personale”.
Il cardinale di riferimento per Bertone, quanto ai rapporti col mondo della finanza, è il romano cardinale arcivescovo di Milano (dal 1929 al 1954) e oggi beato Alfredo Ildefonso Schuster. Benché monaco benedettino e quindi, come Bertone, persona più spirituale che altro, durante la guida della diocesi milanese non risparmiò contatti con chi amministrava la città e con chi, nella Milano pre e post seconda guerra mondiale, gestiva i patrimoni più importanti.
Come Schuster, anche Bertone ha sempre condotto una vita sacerdotale incentrata attorno alla preghiera e, come svaghi, si è più che altro dedicato all’ascolto della musica classica e a guardare in televisione eventi sportivi. Spesso, nei weekend – ma la cosa, a causa dei tanti impegni, non è ancora successa da quando è divenuto segretario di Stato – Bertone ama ritirarsi nel monastero di santa Maria di Rosano, vicino a Pontassieve in provincia di Firenze. Sono i ritiri spirituali del cardinale salesiano con spiccate doti pastorali trovatosi improvvisamente a capo della diplomazia della Chiesa.
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