Borghese, touring club ratzingeriano

Desta parecchia curiosità la copertina dell’ultimo lavoro di Alessandra Borghese, “Sulle tracce di Joseph Ratzinger” (Cantagalli, pag. 160 – euro 13,50) e non solo per il titolo.
La foto che ritrae l’attuale pontefice quando era bambino con tanto di zainetto in spalla come fosse all’uscita della scuola fa pregustare pagine dense di aneddoti circa la sua infanzia, adolescenza, giovinezza.
E Alessandra Borghese – per il protocollo Donna Alessandra Romana dei Principi Borghese -, in effetti, avrebbe i numeri per enucleare un tale racconto.
Lei, infatti, ha potuto conoscere personalmente l’attuale pontefice quando ancora era cardinale e la sua particolare riscoperta della fede, ben documentata nel libro “Con occhi nuovi”, è stata alimentata, in qualche modo, anche dalla persona del cardinal Ratzinger.
Le prime pagine sono dedicate alla spiegazione della genesi del libro e riescono e creare attesa e speranza per il prosieguo.
Tutto è cominciato una sera della scorsa estate: l’autrice si trovava in Baviera ospite nella residenza dei principi von Thurn und Taxis.
La Baviera non è un posto qualunque perché è qui che Alessandra ha ritrovato, nel 1998, la fede cattolica.
Quella sera della scorsa estate la tv tedesca trasmette in esclusiva mondiale un’intervista del papa che di lì a poche settimane sarebbe arrivato in Baviera per il suo quarto viaggio apostolico fuori i confini italiani.
Le parole del papa destano in Alessandra il desiderio di prolungare il soggiorno bavarese per dedicarsi alla visita dei luoghi dell’infanzia di Ratzinger e, conseguentemente, scrivere un libro su questo tour.
Da qui in poi, quattro capitoli sono dedicati, dopo uno a mo’ di excursus che ripercorre la storia della Baviera, alla visita delle città dove Joseph è nato e cresciuto.
Sono pagine che, a conti fatti, deludono un po’ le aspettative perché, se è vero che i luoghi sono descritti con dovizia di particolari, oltre si fatica a trovare sostanza.
Gli incontri, infatti, con varie persone che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con Joseph Ratzinger, restano non approfonditi, quasi non si volesse procedere oltre le impressioni di pochi minuti trascorsi assieme.
Ad ogni modo, per chi volesse addentrarsi in una sorta di pellegrinaggio sulle orme del papa tedesco, il libro resta un supporto importante, perché non manca nessuno dei luoghi in cui egli ha mosso i primi passi.
E, probabilmente non a caso, anche l’Opera Romana Pellegrinaggi pare abbia intuito bene il tutto che il libro della Borghese offre.
Infatti, martedì prossimo, sarà monsignor Rino Fisichella, rettore della Lateranense, a presentare presso la sede dell’Opera Romana Pellegrinaggi non soltanto il libro della Borghese ma anche, in abbinato, un pellegrinaggio nella stessa Baviera inserito nel catalogo 2007.
Del resto, lo dice anche il comunicato d’invito alla presentazione scritto dall’Opera Romana Pellegrinaggi: il libro della Borghese, come il pellegrinaggio in Baviera, passa in rassegna «paesaggi da fiaba: prati e foreste, i profumi intensi della natura, le esuberanti chiese barocche e le cittadine dipinte con i colori dell’armonia, i luoghi più significativi del percorso di formazione spirituale di Benedetto XVI».


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